Storie di angeli, un tiepido abbraccio | Emanuela Giulietti
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Storie di Angeli: Un tiepido abbraccio…

Storie di Angeli: Un tiepido abbraccio…..

Storie di Angeli: era una sera di settembre quando per la prima volta entrai in contatto in maniera consapevole e piena con gli Esseri di Luce. Silvia, la mia amica di sempre, la sorella di una vita – della mia vita – aveva lasciato questo mondo da pochi giorni. Il mio cuore era gonfio di dolore, la mia mente affollata da infiniti e indistricabili “perché”, un labirinto di domande, confusione e sofferenza da cui non riuscivo ad uscire. Intrappolata nelle mie stesse emozioni impastate con i pensieri, una sofferenza confusa, invocavo il suo nome ma subito mi ritraevo. Il mio dolore era macchiato da una certa rabbia perché lei, proprio lei che era stata sempre con me e sempre aveva promesso di esserci, mi aveva lasciata sola. Il mio cuore era chiuso, come infeltrito nel suo dolore, incapace di ricevere e di ricordare, ermeticamente raccolto in un egoistico senso di vuoto in cui riecheggiava il silenzioso urlo della mia disperazione. Solo un piccolo spiraglio, come un raggio di luce, lasciava emergere di tanto l’immagine luminosa del suo radioso sorriso. L’immagine del suo volto che improvvisamente appariva e che con la stessa velocità io cercavo di allontanare pensando e credendo che la sola sua immagine potesse provocarmi ancora più dolore… E invece ogni volta che Silvia si presentava a me sentivo come un tiepido abbraccio che avvolgeva tutto il mio corpo: una sensazione di amorevole calore che partiva proprio dal cuore per diffondersi a tutto il mio essere, fino a raggiungere le mie mani e piedi che diventavano incredibilmente leggeri come se da un momento all’altro -e senza pensarci- potessi spiccare il volo in quella tiepida aria che mi avvolgeva. Per alcuni giorni credetti che si trattasse della mia fantasia convincendomi che quelle immagini fossero frutto del mio ostinato desiderio di rivederla, di avere ancora Silvia accanto a me, di poter ancora progettare con lei il nostro futuro, i nostri viaggi, di poter condividere quel profondo mondo che ci accomunava. Così, ogni volta che quel tiepido abbraccio mi avvolgeva, mi sottraevo impegnandomi in faccende pratiche: lavare i pavimenti, svuotare la lavastoviglie, stendere il bucato, tutto questo era volto ad ingannare il mio cuore. Ma lei divenne sempre più presente, giorno dopo giorno, nonostante i miei ripetuti tentativi di sabotare la sua vicinanza: la ritrovavo ovunque, perfino nelle piccole cose di tutti i giorni, in un modo che non aveva nulla a che vedere con i ricordi. Iniziai a credere fiduciosa che Silvia volesse comunicare con me, dirmi che lei era al mio fianco in un modo ancora più profondo di prima, e che se solo avessi provato a far tacere il mio dolore che mi impediva di ascoltarla, sarei finalmente riuscita a sentirla. Quella sera di fine ottobre tornai a casa dal lavoro particolarmente stanca e infreddolita, come se avessi avuto qualche sintomo influenzale. Mi misi a letto senza cenare e caddi subito in un sono profondo, un sonno che fu rischiarato da un’improvvisa luce da cui emerse, come da un fondale marino, l’immagine di Silvia che stringeva in mano un libro. Sorridente mi porse il libro e io sentii di nuovo –e più forte che mai– quel tiepido abbraccio, un calore sconosciuto, pieno, guaritore, un calore che portò via con sé i brividi della febbre e il freddo che avvertivo nel cuore dal giorno della sua scomparsa. Pervasa da questo senso di sconosciuto benessere mi svegliai: era l’alba. La luce del sole che stava sorgendo gettava un raggio rossastro sulla mia scrivania illuminando l’ultimo libro che avevo iniziato a leggere circa un mese fa e che avevo abbandonato a pagina 134. Lo aprii e come segnalibro ritrovai una foto scattata con Silvia durante il nostro ultimo viaggio in Marocco in cui abbracciavamo sorridenti Aziza e Samira, due bellissime bimbe. Silvia era con me e in tutti quei giorni aveva cercato di dirmelo. Ora lo sapevo con certezza. Da allora non ho smesso di invocarla, di chiederle aiuto e sostegno, ogni volta che mi trovo a dover affrontare delle decisioni, a compiere delle scelte o anche solo a voler condividere emozioni ed esperienze che nessuno potrebbe comprendere come lei. E ogni volta il suo tiepido abbraccio mi avvolge ricordandomi che non devo aver paura perché la mia vita è sostenuta e circondata dall’Amore, quell’Amore superiore, universale e divino che lei mi fa percepire con il suo calore, con il suo Tiepido Abbraccio.
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Storie di angeli: un tenero abbraccio
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Storie di angeli: un tenero abbraccio
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Storie di angeli: Era una sera di settembre quando per la prima volta entrai in contatto in maniera consapevole e piena con gli Esseri di Luce.
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Emanuela Giulietti body & Soul Coach
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