Storie di Angeli: lutto e segni degli angeli | Emanuela Giulietti
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Storie di Angeli: Il lutto e i segni degli angeli

La storia di Cristina e del suo Angelo Custode… Nonna Emilia

Tutti incontriamo delle difficoltà, degli ostacoli nel corso della nostra vita …… l’importante non è solo superarle ma comprendere il messaggio che hanno in serbo per noi, traendone un insegnamento. Con l’aiuto degli Angeli custodi possiamo trovare anche nelle esperienze dolorose le condizioni per il riconoscimento di noi stessi e per una rinascita interiore che ci conduca alla realizzazione della nostra anima.

Ricordo lo sconforto di quel giorno, il senso non solo di vuoto, di opprimente pesantezza, una massa di piombo che teneva la mia anima ancorata al fondo di qualche imprecisato luogo oscuro. Smarrimento, dolore, sofferenza, rabbia, tristezza, paura. Emozioni difficili da interpretare ed elaborare si alternavano in me travolgendo e impregnando ogni aspetto della mia vita, ponendo la mia stessa vita in una condizione di dubbio e incertezza, come se nulla avesse più un senso perché improvvisamente erano crollati i pilastri su cui avevo costruito le mie certezze, i miei progetti e i miei sogni. 

Perdere qualcuno che si ama è un passaggio doloroso, un vero e proprio lutto, un’esperienza che ci conduce a intraprendere un percorso che porta ad indagare noi stessi, il nostro Io più profondo, la nostra anima.

La sofferenza in quanto profonda esperienza umana, non può non chiamare in causa la parte più profonda del nostro Io. Ma come viene comunemente concepito il dolore? Spesso la sofferenza viene vissuta come una punizione o un’ingiustizia, qualcosa che ci si è meritati o che senza alcuna comprensibile ragione ci viene rigettata addosso. Questa concezione conduce inevitabilmente ad un allontanamento da noi stessi, suscitando sentimenti di rabbia nei confronti delle persone o del mondo in generale, oppure una profonda disistima del nostro essere, una zona d’ombra in cui la nostra essenza viene oscurata dalla delusione e dallo sconforto.

Ma, come nell’alternarsi del giorno e della notte per ogni lato che cade in ombra ve ne è uno illuminato, così per ogni zona d’ombra del nostro essere ve ne è uno che risplende nella luce.  Ma come trovarlo nei momenti di sofferenza, quando ci sembra di avere smarrito il senso della vita?

Gli Angeli sono costantemente accanto a noi, ci amano e ci proteggono e proprio nei momenti di maggiore difficoltà, quando accecati e assordati dal nostro dolore rischieremmo di non sentirli, si manifestano con dei segni per ricordarci il loro amore, la loro protezione, il loro aiuto nel condurci verso la pace interiore e l’evoluzione della nostra anima.

Quando chiuderci in noi stessi ci sembra l’unico modo per contenere il dolore, dobbiamo invece cercare di aprire la porta del nostro cuore e dei nostri sensi, così da permettere agli Esseri di luce e ai messaggi degli angeli di arrivare a noi nella loro purezza, per infonderci pace e armonia. Rischiarati da questa luce, confortati e protetti dal loro amore, allora sapremo vivere davvero l’esperienza della sofferenza, attraversarla e infine comprenderla. Gli Angeli ci condurranno verso la nostra parte più profonda, e avvolti e protetti dalla loro luce, potremo riconoscerci e rinascere interiormente. Perché tutte le esperienze, anche quelle più dolorose, hanno origine dall’Amore e ci vengono proposte dalla vita per darci l’opportunità di liberare il nostro cuore dal passato e dalla sofferenza.

Testimonianze di Angeli… la storia di Cristina

Quel giorno non so cosa mi spinse ad andare nella soffitta della casa dei miei genitori. Forse cercavo un rifugio sicuro, un luogo in cui tutto mi sembrasse ancora intatto, un tempo in cui tutti i desideri mi sembravano realizzabili e così vicini da poterli toccare. Un mondo in cui per ogni problema o delusione c’era una soluzione, così vicina e commovente: era sufficiente abbracciare la mia nonna, il mio Angelo Custode.

Salii la scaletta di legno mentre il mio cuore cigolava come quei gradini per il timore di non ritrovare lassù, in quell’angolo del passato, la pace di allora. La sorpresa invece fu immensa: il respirare gli stessi profumi, il ritrovare la stessa sottile ma intensa luce che filtrava dalla piccola finestrella, il constatare che tutto era rimasto come lo avevo lasciato: il vecchio baule delle bambole, il tappeto impolverato, lo scrigno dei miei segreti. Lo aprii non ricordando bene cosa vi avrei trovato. Fra gioielli di plastica, bracciali di latta e corone di cartone la vidi, più splendente fra tutte: la collana di piume bianche che avevo realizzato per la mia amata nonna Emilia e che lei, pochi giorni prima di morire, mi restituì dicendomi una frase:

“Mi ritroverai nelle cose quotidiane, ascolta sempre il tuo cuore perché io vivo in te!”

Allora non compresi esattamente cosa volesse dire mia nonna, ma sentii una pace profonda guardando il suo sorriso e la gioia con cui mi restituì quella collana che non si era tolta dal giorno in cui glie l’avevo donata. So solo che da quel giorno mi capitò sempre più spesso di trovare candide piume sul mio cammino, in momenti particolari della mia vita e ogni volta sembravano serbare per me un messaggio: una frase della nonna o un semplice ricordo, talvolta nessuno dei due, ma solo il suo immenso e luminoso sorriso a dirmi “andrà tutto bene, apri il tuo cuore, ama e sta a vedere che cosa accade…”

Nel momento in cui mi misi la collana al collo tutto mi fu chiaro. Finalmente non vidi più il fallimento del mio amore, ma la sua realizzazione; non la delusione ma la verità. Mi fu improvvisamente chiaro che perdere la persona amata non significa perdere l’amore né la capacità di amare. Finalmente compresi che ciò che nel momento dell’abbandono mi era sembrato essere stato derubato, svalorizzato, perfino non riconosciuto, in realtà era un mio dono preziosissimo: la capacità di amare e di donare incondizionatamente. Capii che ciò che io ero e che sono, ciò che mi aveva spinta a donare e a donarmi totalmente senza timori erano parte della mia essenza, da proteggere, difendere e presentare al mondo.  Ricordai la pura generosità del mio essere bambina, la gioia che provavo nel dare, nell’abbracciare, nell’amare come se questo bastasse a me e al mondo intero. Il mio amore. Il mio abbraccio. Sentii l’esigenza di abbracciare il mondo intero. Gli Angeli mi avevano mostrato la strada. Sentii l’armonia pervadere il mio spirito e compresi che le esperienze sono passaggi per cambiarci, eliminando ciò che è dissonnate per far sì che la melodia della nostra anima sia più armoniosa.

Da allora ho dedicato la mia vita ad aiutare le persone, invocando l’aiuto degli Angeli. Una mattina di circa due anni fa i miei amati Angeli mi fecero un regalo inaspettato. Andai al bar e come sempre presi il caffè e mi diressi al mio solito tavolino, quello che stava vicino alla finestra, ma mi accorsi che era occupato da una ragazza, non essendoci altri posti a sedere liberi le chiesi se potevo accomodarmi e lei con un sorriso radioso mi disse “volentieri!”, mentre sorseggiavo il mio caffè mi resi conto che quella ragazza stava leggendo un libro sugli Angeli e non resistetti, le dissi che lo avevo letto anch’io, ci presentammo, si chiamava Emanuela e mi disse che faceva la body and soul coach, non sapevo bene cosa significava così lei mi spiegò il suo mestiere, la sua passione, la sua vocazione e fu così che iniziai ad affidarmi a lei, che ad oggi è una delle persone più care nella mia vita. Con Emanuela iniziai un percorso di crescita personale e grazie alle sessioni di channelling riuscii ad entrare in contatto con i miei amati esseri di luce. Da allora tutto è cambiato, tutto è migliore!

Ho compreso che attraversare e comprendere le esperienze avendo fiducia in tutto ciò che accade fa parte di un percorso di crescita e di verità, perché la verità, infine è Amore. Noi siamo Amore.

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Storie di Angeli: Il lutto e i segni degli angeli
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Storie di angeli custodi: la storia di Cristina e del suo angelo custode, Nonna Emilia.
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Emanuela Giulietti
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